12 Mag 73.000 colonnine e non fermarsi: l’Italia della ricarica nel 2026
Un numero che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza. 73.000 punti di ricarica pubblici distribuiti sul territorio nazionale. Eppure, guardando i dati più da vicino, la sensazione non è di arrivo ma di accelerazione. L’Italia della mobilità elettrica sta correndo. E chi non tiene il passo rischia davvero di restare indietro.
In questo articolo leggerai:
- L’Italia dell’elettrico accelera: i numeri che cambiano la narrativa
- Burocrazia, bandi e flotte: i nodi ancora da sciogliere
- Dal 2011 al fianco di chi costruisce il futuro: il ruolo di Loginet
L’Italia dell’elettrico accelera: i numeri che cambiano la narrativa
La rete di ricarica pubblica italiana cresce e sorprende. Durante la fiera Key Energy 2026, Motus-E ha presentato il report annuale condotto in collaborazione con GSE e RSE: al 31 dicembre 2025 risultano installati in Italia 73.047 punti di ricarica pubblici.
Non è però solo una questione di quantità, è la qualità della rete che sta cambiando. Il 62% dei punti di ricarica installati nel 2025 è di tipo veloce o ultraveloce.
A questo aumento, anche la domanda risponde: a Marzo 2026 le immatricolazioni di auto elettriche hanno toccato le 16.033 unità, record storico assoluto.
Questi dati smentiscono la narrazione di un Paese ancora indietro sulla mobilità elettrica. Infatti, nel confronto europeo, l’Italia si colloca davanti a Francia, Germania e Regno Unito nel rapporto tra punti di ricarica e veicoli elettrici immatricolati.

Burocrazia, bandi e flotte: i nodi ancora da sciogliere
Dietro i numeri, le criticità non mancano. Tre i fronti aperti:
- Colonnine installate ma non operative
Il 15% delle infrastrutture installate non è ancora accessibile al pubblico. Procedure autorizzative lunghe e difficoltà nei collegamenti alla rete da parte dei distributori locali tengono “spente” migliaia di colonnine già posate.
- Autostrade fuori target
I gravi ritardi nella pubblicazione dei bandi di gara da parte di diversi concessionari autostradali hanno impedito il rispetto dei target previsti dal Regolamento europeo AFIR, aprendo il rischio concreto di una procedura d’infrazione contro l’Italia.
- Flotte aziendali in frenata
Nel primo trimestre 2026, il canale delle flotte registra un -18,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che stride con i record delle immatricolazioni private. Secondo il presidente di Motus-E Fabio Pressi, serve una profonda revisione strutturale della fiscalità sulle flotte aziendali, che in Italia continuano a soffrire mentre all’estero rappresentano un canale decisivo per la diffusione dei veicoli elettrici.
Le flotte aziendali sono la leva su cui tutto il settore si aspetta un’inversione di marcia. E con essa, una crescita nella domanda di infrastrutture dedicate: in aziende, depositi, capannoni e parcheggi privati.
Dal 2011 al fianco di chi costruisce il futuro: il ruolo di Loginet
Come ha dichiarato il presidente di Motus-E, Fabio Pressi: “È indispensabile una presa di coscienza da parte di tutti delle dinamiche del settore e una reale cooperazione tra gli attori pubblici e privati coinvolti da questa grande transizione tecnologica.”
Quella cooperazione, noi di Loginet la incarniamo ogni giorno. Attivi nel settore della mobilità elettrica dal 2011, tra i primi in Italia a credere nell’infrastruttura di ricarica come asset strategico, affianchiamo aziende, gestori di flotte e operatori di parcheggi in ogni fase del progetto: dalla gestione burocratica alla progettazione, dall’installazione al commissioning fino all’assistenza nel tempo. Un unico interlocutore, dalla prima riunione all’ultimo collaudo.
Non vendiamo colonnine: costruiamo infrastrutture che funzionano davvero. Lo testimoniano i progetti realizzati in tutta Italia per partner come Tesla, IKEA e Autostrade per l’Italia, solo alcuni dei lavori che trovate nella nostra case history.
Hai un progetto di ricarica da sviluppare? Contattaci per una consulenza gratuita: analizziamo insieme la tua situazione e ti diciamo subito cosa serve.


